Due icone di Sant'Agata nei mosaici di Monreale
Non sfugge al visitatore della Cattedrale di Monreale l’immagine di Sant’Agata tra i santi del catino absidale sovrastato dall’imponente Pantocratore. La vergine e martire siciliana, patrona di Catania, compatrona di Palermo, tra le Sante più amate della Sicilia, apre la teoria di santi del primo registro in basso, che viene chiuso da un’altra donna: Santa Maria Maddalena. Le ragioni di questa collocazione, così significativa rispetto alla disposizione del ricco santorale che avvolge l’intera basilica monrealese, può avere varie spiegazioni. Agata, sin dal suo martirio nel 251 d.C. conobbe un culto tra i più antichi e diffusi della cristianità, sia in Oriente che in Occidente. La sua devozione si attesta nei primi Martirologi ed entrò nel Canone romano della S. Messa. Per i normanni, inoltre, la vergine catanese rivestì una notevole importanza perché le sue spoglie mortali nel 1040 vennero trafugate e traslate a Costantinopoli dal generale bizantino Giorgio Maniace, e tornarono a ...


